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Paese mio

Umberto De Vita

Paese mioNon so nulla di te, paese mio
e, pensando e rimuginando
nei pensieri, mi tormento.
Ignoto è a me
il tuo sembiante, la tua voce:
E’ ardente il tuo sole?
il mare, i monti,
i colori, gli aromi
e le lumie, come sono?
Troppo presto ti lasciai
per l’incanto dell’Arno,
sparuto giovinetto
fui accolto
dall’antica e ospitale città del giglio
nel suo nobile grembo.
A volte mi par d’udire
come un eco lontano
il tuo richiamo
nella tipica cadenza,
un mistero indecifrabile
a cui non so rispondere.

Umberto De Vita | Poesia pubblicata il 08/06/16 | 963 letture | 10 commenti |

Nota dell'autore:

«Poesia scaturita pensando alla città che mi diede i natali e che quasi non conosco. Lasciai Messina dove sono nato insieme ai genitori per stabilirmi
a Firenze da giovanissimo. Tutto ciò perché mio padre cercò e trovò lavoro
a Firenze.
»

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

 

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10 commenti degli altri autori a questa poesia:

«Molto struggente il tuo testo di retaggio e memoria,
La nostra terra resta nel nostro cuore vive in noi oltre ogni lontananza.
Un testo suggestivo di anima e respiro narrato in modo
Encomiabile.»
Eolo (22/06/2016)

«il dolore mirabilmente descritto
in questi accorati versi per la città
natia, senza demonizzare la città in cui vive.
Nostalgia, pur non conoscendo
la città... forse è in quell'eco lontano il richiamo
che il Poeta percepisce nel cuore.
Molto apprezzata»
emmalisa lucchini (11/06/2016)

«L'autore pone domande a quella sua città natia... sente il suo richiamo... quel desiderio e pur non conoscendola ...quasi ne avverte il suo fascino... il suo eco lontano fatto di quella lingua così tanto conosciuta e amata... E' normale avvertirne il suo mistero che prende i pensieri senza risposte...
Molto apprezzata...»
Antonio Biancolillo (09/06/2016)

«Le radici del paese natio sono incancellabili e come versifica il bravo Poeta il ritorno con la mente è costante ...di gran pregio le meravigliose immagini dei luoghi che sin da bambino lo hanno visto crescere e nel contempo amabili espressioni per la propria terra. Versi con una grande carica emotiva ...il mio elogio!»
Anna Di Principe (09/06/2016)

«Rispondo a te, poeta, per dirti che dentro tutto resta ed il richiamo che senti è, forse, un tuo bisogno di ritorno. Bello il Vittorio Emanuele illuminato. .»
Stello (09/06/2016)

   «Lirica nostalgica molto accorata e riferita alla città natale troppo presto, sempre, lasciata per scelte della vita. Belle le immagini che arricchiscono l'idea di quanto il nostro animo sia un magazzino che prima o poi si svuota delle emozioni riportando a galla ... le distanze.»
Luciano Capaldo (09/06/2016)

«Anche quando si lascia da fanciulli la città natale, anche quando quasi la si sconosce, rimarrà sempre in un cantuccio del cuore un'immensa nostalgia per il luogo d'origine. È insito in ognuno di noi il riferimento alle nostre origini. Leggendo questi versi mi sembra palpabile questa specie di "saudade", di malinconia per non avere vissuto Messina: le sue strade, la sua gente, il suo dialetto...»
Sara Acireale (09/06/2016)

«Impossibile non sentire il richiamo della città natale che, proprio perché lasciata in giovane età, fa sentire un senso di incompletezza, di qualcosa ancora da realizzare ed una nostalgia struggente. Letta con piacere, complimenti.»
Anna Maria Feliciotto (09/06/2016)

«accorata dedica alla propria città natale che l'autore dice di conoscere poco, ma che sente pulsare nel sangue e questo desiderio si fa urgenza ora che la gioventù è passata ed ha del tempo per cui dedicarsi, ... scritta molto bene...
i miei complimenti...»
emiliapoesie39 (09/06/2016)

«Il richiamo della propria città abbandonata da piccoli mi sembra molto simile a quello esercitato dalla madre naturale su un figlio dato presto in adozione. E questo richiamo, questa voce, diventa forse, come mi pare ci lasci capire il poeta in questa sua accorata poesia, più potente quando si raggiunge l'età matura. Le proprie origini non si possono cancellare, e talvolta traspaiono da dettagli ai quali da giovani probabilmente non si dava tanta importanza.»
Antonio Terracciano (09/06/2016)


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