Poesia d'amore
da Scrivere.info

Nuovi autori:



Poesie d'amore
a tema:

Autori piu' pubblicati:

Archivio poesie:

Gli autori:



Su una parete che non ha fondo né cielo

Salvatore Ferranti

Su una parete che non ha fondo né cielo
È amore vero il collo divino che sa sprecare curve
su colletti appena stirati e non inganna il regista
tra una pausa e l’altra, e se di notte torna il corvo
a macinare spazi per i sentieri d’alta montagna,
implorando ricovero e lacrime di rosa
ai frati che pregano in silenzio;
un sentire feroce che non delude
la scala dei grigi, neanche a giorno consumato
e fatto, e sotto alberi che raccontano
di languori sotterrati in fondo a un’orgia
di piccoli miracoli raggruppati a coppie
da sapienti mani che hanno impastato farina
e aggiunto sale ai mucchi selvaggi. Ossa e favole
di una volta, vereconde e ossequiose,
attente agli scivoli nella pazienza di un discorso
che, non prevedendo attracchi improvvisi,
rimaneva a guardia dell’isolamento
di coste frastagliate alle latitudini
di vecchie terre inesplorate. Tagli trasversali,
a stampe irregolari, poco più che strappi
nell’immagine cruda di un’innocenza alta e magra,
dalla bocca sottile, compressione di labbra
che invece che acquistare in prestigio
si meravigliano a ritirare barattoli di latta nel trambusto
che preannuncia il declino della primavera.

Un vago tepore sul contatto
degli ammassi di fili in cambusa,
un tic tac che parte dal basso
e serve a poco e a nulla;
se né il respiro tuo né il mio
aspettano più una concordanza
che vada oltre il semplice scambio di un sorriso
sulla porta piagata da una battaglia
iniziata per gioco. Insisti nel bere
dalla fontana e nel frattempo batti i piedi.
Tum, tum!, pare il rumore di un martello
di gomma su un campo dove i giusti
non hanno mai riposato. Chiamami per nome
allora, in uno strepitio di note che frastagliano
il respiro in aghi dalla punta arrotondata.
Ed è quello che faccio da ieri
(gridare e trattenere le parole),
nel freddo umido di una piazza semivuota.
Volta al termine del paese eppure
attenta alla linea che separa i templi
e i magazzini da un trenino turistico
parcheggiato all’angolo come un vecchio tram
uscito dalle rotaie. Immagina la scena ora,
e non ti deluda mai l’oscenità del mio ricordo:
ho occhi sereni, due fessure soltanto,
quando a quest’ora della sera servirebbero fari
ad illuminare l’arcata dei tuoi denti. Beata onestà,
ma ci pensi? Vedersi regina e non percepire
il senso di un distacco che non è mai stato intrappolato
nei contorni di una croce bizantina. Eppure...

Un passo, poi un altro, e che aspetti a chiedere pietà al rientro?
Un ritorno in piena fede puoi rinnegarlo, e da sola?
Io attendo in silenzio il saluto del santo,
in una catalessi di versi che non so recitare.
Presente, risponde la figlia che non conosce la via;
lasciala andare, è mia! Non ti capisco
ma ti sento vicina a quel dolore che mi strappa
da un’esistenza maturata nel grano. Oceani
e oceani di sentimenti già svuotati
e riempiti in una nuova alba, e poco più in là
i resti disperati di un muro di cinta.
Che amarezza tra le fosse! Vigili quanto ragazzini
che combattono per un carro armato di legno.
È vietatissimo litigare, dovresti saperlo;
e intanto e allora scade la fiducia
nell’eterno ritornello che presuppone
parole dolci miste a ruggine di ferite,
grattate via insieme alle mille lordure
di mattinate rubate alla vita.
Se è il permesso che ti serve, eccolo qua,
vestito e pettinato alla moda degli anni venti.
Quattro amici in abito bianco, macchine
sportive e musica che ti balza in petto, precipitando.
Andiamo, dici, è arrivata l’ora! E aspetti che ti segua,
con la morte nel cuore e le mani sudate,
ad imitazione di artigli nell’ombra stampata
su una parete che non ha fondo né cielo.

Salvatore Ferranti | Poesia pubblicata il 28/11/18 | 462 letture |

 
<< SuccessivaPrecedente >>
<< Successiva di Salvatore FerrantiPrecedente di Salvatore Ferranti >>
 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

 
Se sei un autore del sito Scrivere, per inserire commenti su questa poesia, vai sul sito Scrivere

 

Salvatore Ferranti ha pubblicato in questo sito:

 Le sue 105 poesie

La prima poesia pubblicata:
 
Desiderio di donna (14/10/09)

L'ultima poesia pubblicata:
 
Fissi su ciò che in eterno si ripete (04/04/19)

Una proposta:
 
Ma che sia d’aprile, oppure maggio (30/03/19)

La poesia più letta:
 
La mia amica si sposa (31/03/10, 12074 letture)


  


Salvatore Ferranti

Salvatore Ferranti

Ha scritto anche…

Ultime poesie pubblicate:

Ha pubblicato…

105 poesie d'amore:



La più letta…

Pubblica in…

Ha una biografia…

Salvatore Ferranti Leggi la biografia di questo autore!

Ha pubblicato…

Addio Alda
Autori Vari
Poesie per Alda Merini
Pagine: 92 - Anno: 2010
ISBN:


Festa delle Donne 2010
Autori Vari
Poesie per la Festa delle Donne. Il lato femminile della poesia
Pagine: 107 - Anno: 2010
ISBN:







Sito di poesia: pubblicare poesie su Internet

Poesie d'amore più recenti nel sito: