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Pensoso

Karapet

Penso ai partigiani
ai filodendri
agli spartani
ai miei concittadini
ai gerani parigini
al sole che filtra dalle persiane chiuse
all’osmanto che profuma al crepuscolo
(me l’hai detto tu)
alle conchiglie trovate sulla spiaggia
al polpo stupido e gustoso
ai pennini flessibili Omas
all’inchiostro blu
alle fragole immense delle tue labbra
alle albicocche che decorano il tuoi seni
al mare quando il sole occhieggia all’alba
a quello spirto guerrier ch’entro mi rugge
a me che fiorisco ogni giorno e mai mi cogli
(rifiorirei, non esitare).

Penso al riso
al pianto
al no drama
al dharma
alle emozioni da operetta
a sliding doors
al vaudeville dei furbetti
alle seduzioni
alle deduzioni
al rombo dei motori
alla velocità del tuo pensiero
alla profondità di quel pozzo
ai bastimenti
alle onde anomale
alle onde bassine dagli occhi bellini
ai paguri
alle loro case
ai nomadi nelle loro tende
ai poeti berberi
alle stoffe arcobaleno delle loro amanti
al Karakorum
al K2
al tuo nasino perfetto
alla sapienza del tuo olfatto
alle rose del Jardin des Plantes
a quel declivio fiorentino dagli Iris assediato
al cannocchiale, agli astri lontani
al freddo degli spazi interstellari
al 20 ed al 21 Marzo
al non potersi mai scusare abbastanza
al pianto secco
e a quello dirotto
alle carezze mancate
alle tue mani ora così liscie
ai miei anelli da guappo
all’imbarazzante inutilità della poesia
all’ineluttabilità delle separazioni
a quanto odio la parola ineluttabile
al tuo vizio di non buttar mai via le cose
al terrore che tu faccia lo stesso alle persone
all’abbandono
alla libertà che dovrebbe poter rimare con chiarezza
all’ebbrezza di un tuo sì
al tono profondo, quasi sacrale, di certi vaffanculo
alle miniature cesellate delle tue orecchie
alla pelle delle tue spalle abbronzate
alle carovane che portavano la seta
a questa nuvola che si ostina a non rispondermi
alla preghiera
ad un altro abbandono
al pranayama
alla meditazione
a quanto vorrei tu tornassi con me
alla linea d’ombra
a com’è avido il silenzio
a quanto sarebbe utile saperlo leggere
a questi infami e speranzosi giorni
all’attesa
ai responsi già scritti
a chi non li pronuncia.

Penso a noi
ed ancora mi confondi.

Karapet | Poesia pubblicata il 20/07/21 | 175 letture |

Nota dell'autore:

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